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Monumenti e luoghi d'interesse

Rimini possiede un grande patrimonio architettonico e artistico, comprendente monumenti e opere d'arte di epoche diverse, che testimoniano oltre duemila anni di storia. L'impianto urbanistico e i caratteri ambientali del centro storico sono essi stessi il risultato della stratificazione di epoche differenti, che nell'alternarsi di periodi di decadenza e di rinascita ne hanno determinato la complessità attuale. I più importanti monumenti risalgono all'età romana (Arco d'Augusto e Ponte di Tiberio) e al Rinascimento (Tempio Malatestiano).

Architetture religiose

A Rimini sono presenti numerose chiese - molte delle quali di antiche origini, ma più volte trasformate o riedificate nel corso dei secoli - nonostante le soppressioni napoleoniche (Cattedrale di Santa Colomba, Basilica di San Gaudenzo) e le gravi distruzioni avvenute durante la seconda guerra mondiale (San Girolamo, Santi Giovanni e Paolo, oratorio di San Nicola da Tolentino). Tra le chiese di maggiore interesse artistico si ricordano il Tempio Malatestiano, Sant'Agostino e la Chiesa di San Giuliano Martire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Siti archeologici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Tempio Malatestiano, cattedrale della diocesi di Rimini dal 1809, è il massimo monumento riminese e una delle opere architettoniche più significative del primo Rinascimento in Italia[16]. La chiesa, precedentemente dedicata a San Francesco e oggi dedicata a Santa Colomba, fu costruita in forme gotiche sul luogo di un'antica chiesa benedettina pomposiana (Santa Maria in Trivio)[17] e divenne tradizionale luogo di sepoltura dei Malatesta[18]. Tra il 1450 e il 1461, per volere di Sigismondo Pandolfo Malatesta, l'edificio fu trasformato radicalmente secondo il progetto di Leon Battista Alberti, che prevedeva un rivestimento della chiesa preesistente con un involucro marmoreo di rigorosi canoni classici romani (che sulla facciata riprende l'immagine dell'Arco d'Augusto e, sui lati, quella del Ponte di Tiberio) ed una grande cupola, mai realizzata[19]. All'interno del Duomo sono custoditi i sepolcri di Sigismondo e della sua giovane amante, Isotta degli Atti, e due opere d'arte di eccezionale importanza: il Crocifisso di Giotto (1300) e un affresco di Piero della Francesca, raffigurante Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo (1451)[20].

 

La chiesa di Sant'Agostino, così detta perché costruita nel 1247 dall'ordine degli Eremitani di Sant'Agostino, ma dedicata in realtà a San Giovanni Evangelista, rappresenta una dei maggiori luoghi di culto della città, sia per le sue dimensioni, sia per la sua importanza artistica, dovuta alla presenza di rari affreschi di scuola riminese del Trecento nell'abside e nella cappella alla base del campanile[21]. La chiesa, a navata unica, fu profondamente rinnovata all'interno nel XVII e XVIIII secolo, quando furono eseguiti gli stucchi di Ferdinando Bibiena e gli affreschi di Vittorio Maria Bigari.

 

La chiesa di San Giuliano sorse come abbazia benedettina nell'Alto Medioevo, lungo il tratto iniziale della Via Emilia, e fu il centro propulsore dell'omonimo borgo alle porte della città. La chiesa, riedificata tra il 1553 e il 1575 in forme rinascimentali, è un edificio a navata unica e altari laterali; al suo interno conserva due importanti opere d'arte: un polittico di Bittino da Faenza, San Giuliano e fatti della sua vita (1409), e una tela di Paolo Veronese, con il Martirio di San Giuliano[22].

 

L'Arco d'Augusto, uno dei maggiori monumenti della città, è il più antico arco romano ancora oggi esistente (o il più antico mai esistito). Fu costruito nel 27 a.C. sia come porta urbana (la medievale Porta Aurea) sia come arco trionfale in onore di Augusto, per celebrare il restauro, da lui fatto eseguire, della Via Flaminia, nel punto in cui questa terminava e aveva inizio la via Emilia[35]. Il grande arco in pietra d'Istria, a un solo fornice, probabilmente sormontato da una statua dell'imperatore alla guida di una quadriga, fu isolato per volere di Benito Mussolini con i lavori del 1936[36] e rappresenta da secoli uno dei simboli della città, tanto da essere stato incluso nel suo stemma.

 

Il Palazzo dell'Arengo, principale monumento dell'età comunale e sede del potere civile in età medievale, fu costruito nell'odierna Piazza Cavour nel 1207[39]. Affiancato dalla torre civica e rialzato rispetto alla piazza, presenta un portico ad arcate ogivali su pilastri al piano terra e, al livello superiore, il grande Salone dell'Arengo. Il palazzo costituisce un unico complesso con gli adiacenti Palazzo del Podestà, risalente al XIV secolo ma ampiamente restaurato nel 1925[40], e Palazzo Garampi (1562)[41], attuale sede dell'amministrazione comunale.

 

Il Ponte di Tiberio è un grande monumento di epoca romana, anch'esso raffigurato nell'emblema comunale. La costruzione del ponte iniziò nel 14 d.C. per volere dello stesso Augusto e terminò sotto l'impero di Tiberio nel 21 d.C. Si compone di cinque arcate di diversa ampiezza, intervallate da pile inclinate per seguire il corso del fiume e arricchite da edicole sovrastate da timpano. La sua solidità è dovuta all'ingegnoso sistema di archi che si prolungano sul letto del fiume, alla curvatura degli archi di sostegno che seguono la direzione del fiume e allo strato di ghiaia che, rimossa, ha messo in pericolo la relativa stabilità. È uno dei ponti romani più importanti e meglio conservati al mondo[37]. Durante la seconda guerra mondiale, fu bombardato più volte e dovette sostenere il passaggio di carri armati. Ancora oggi è utilizzato dalle automobili.

Il primo sistema fortificato risale all'epoca della fondazione della città. In seguito fu ampliato e modificato in due fasi principali, una in epoca romana imperiale ed una seconda in età medievale, sotto il dominio malatestiano. Le mura visibili ancora oggi e lo stesso Castel Sismondo sono risalenti a quest'ultimo periodo.

Delle mura romane repubblicane, che erano costruite in blocchi di arenaria, sono rimaste alla luce solamente brevi tratti fra cui uno a ridosso dell'Arco d'Augusto[51]. Su tale cinta si aprivano quattro porte[52], poste lungo i due assi principali del Cardo e del Decumano Massimo. Una di queste, Porta Montanara, risalente all'età sillana (inizio del I secolo a.C.)[53], costituisce il più antico edificio storico ancora esistente a Rimini. Di essa rimane il solo fornice di sinistra in seguito alla parziale distruzione causata da un bombardamento durante il secondo conflitto mondiale[35].

Ruderi della cinta di età aureliana (ultimi decenni del III secolo d.C.), in mattoni, sono invece visibili in prossimità dell'anfiteatro, nel settore nord-orientale di Piazza Ferrari e all'interno di Castel Sismondo[54].

Piazza Cavour è il centro politico e amministrativo della città. Fin dal Medioevo divenne la piazza più importante, grazie alla sua maggiore vicinanza al porto e soprattutto grazie alla presenza della fontana pubblica, dei palazzi comunali, della cattedrale e del castello[62]. Sulla piazza si affacciano il Palazzo Garampi, sede dell'amministrazione comunale, ilPalazzo dell'Arengo, il Palazzo del Podestà, il Teatro comunale e la Pescheria, opera dell'architetto riminese Giovan Francesco Buonamici. Al centro si trovano il monumento a Paolo V e la Fontana della Pigna. Nel XVI secolo la piazza assunse il nome di "piazza del Comune" o "della fontana" e subì importanti modifiche: l'antico palazzo comunale fu ampliato e unito al nuovo palazzo Garampi, mentre l'isolato di S. Silvestro, che chiudeva la piazza verso la Strada Maestra (l'attuale corso d'Augusto), fu completamente demolito. La piazza assunse la configurazione odierna in seguito alla costruzione del Teatro comunale, sorto sul luogo dell'edificio dei Forni[62], e al restauro dei palazzi comunali, eseguito tra il 1917 e il 1925.

 

Piazza Tre Martiri, centro commerciale della città, si apre sull'area dell'antico foro romano, all'incontro del decumano e del cardine massimo, nel centro topografico della città[62]. Nel Medioevo sulla "piazza grande", le cui dimensioni erano maggiori delle attuali, si affacciavano tre chiese oggi non più esistenti (San Giorgio, San Michele, Sant'Innocenza) e vi si svolgevano mercati e giostre[62]. Intitolata in età moderna a Giulio Cesare, nel 1945assunse l'attuale denominazione in memoria di tre martiri partigiani qui giustiziati nell'agosto1944. Sulla piazza, l'unica interamente porticata a Rimini, si affacciano la Torre dell'Orologio e la chiesa dei Minimi di San Francesco di Paola (perciò detti Paolotti); isolati sorgono la Colonna di Giulio Cesare (cippo costruito nel 1555 a ricordo dell'arringa del dittatore alle truppe, qui avvenuta dopo il passaggio del Rubicone) e il tempietto di Sant'Antonio di Padova. Due scavi, uno all'interno della piazza e uno in Via Quattro Novembre, consentono di vedere l'originale pavimentazione del foro romano, il cui piano di calpestio giace a un livello inferiore a quello attuale. Il lato sud-orientale si caratterizza per il singolare fronte curvilineo a portici su colonne gotiche e rinascimentali.

Viale Principe Amedeo, asse principale dello sviluppo della città balneare, fu aperto nel 1843per collegare la città storica al nuovo Stabilimento Privilegiato dei Bagni; nel 1863 fu ampliato[65] e dotato di una doppia alberatura di ippocastani. All'inizio del viale si eleva il Grattacielo, costruito nel 1958-1960 e alto 100 m; il tratto settentrionale è caratterizzato dalla presenza di una serie di villini, tra cui Villa dell' Angelo, Lega Baldini (1870)[66] e Villa Solinas (seconda metà del XIX secolo).[67]

La città antica è ricca di resti di domus romane, sia di epoca repubblicana (più rari e frammentari, come nel caso della domus di Palazzo Arpesella), sia di età imperiale (domusdi Palazzo Diotallevi, del Vescovado, di Palazzo Gioia, di Palazzo Palloni[68], di Palazzo Massani); la domus della Camera di Commercio, frutto di successive stratificazioni, testimonia entrambe le fasi.

Alla tarda età imperiale, tra gli ultimi decenni del II secolo d.C. e i primi del III, risale la più celebre domus riminese, la domus del chirurgo, rinvenuta in Piazza Ferrari nel 1989[69]. Il complesso archeologico, composto dall'abitazione del medico, da un palazzo tardoantico (V-VI secolo d.C.) e da successivi livelli insediativi di epoca medievale e moderna, è importante per la ricchezza dei mosaici pavimentali, conservati in loco, e per i rari reperti portati alla luce negli scavi, tra cui un quadro in pasta vitrea di provenienza orientale e oltre centocinquanta strumenti chirurgici, che costituiscono il più ricco corredo medico antico mai rinvenuto al mondo[70]. Ma, di gran lunga più importante, è la dimostrazione che le legioni romane, di cui una stanziata a Rimini fin dalla guerra di Annibale, disponeva di cure mediche molto avanzate.